CENTENARIO DELL’ARCHITETTO ANTONI GAUDI
1- introduzione
Antoni Gaudi muore il 10 giugno 1926. Questo 10 giugno si festeggia il centenario. Il 10 giugno è in generale un giorno speciale perché è la festa dell’angelo del Portogallo, ovvero l’arcangelo Gabriele, nonché angelo della pace e dell’annunciazione. Personalmente è speciale questo giorno perché la vigilia del mio matrimonio.
Collegare la fede cattolica a Gaudì è un atto di grande naturalezza in quanto l’architetto era fedelissimo alla Madonna e a Gesù tanto che Papa Francesco li diede il titolo di venerabile nell’aprile 2025. Nei suoi capolavori di architettura sono innumerevoli i codici e i motivi architettonici che sono collegati con la spiritualità cattolica.
Per festeggiare i 100 anni dalla sua nascita in cielo, desidero creare una nuova tavola del quadro conoscitivo di un’opera architettonica. Il quadro conoscitivo è composto da varie tavole che appunto analizzano l’opera d’arte in tanti aspetti utili poi per costruire una proposta progettuale. Questa tavola si aggiunge alle altre tavole del quadro conoscitivo, ovvero a: analisi urbana e storica, rilievo geometrico e architettonico, analisi materica, analisi del degrado, analisi delle tecniche costruttive, quadro fessurativo e valutazione della sicurezza sismica. Questa nuova tavola prenderà il nome dall’architetto stesso: TAVOLA CHIAVE DI VOLTA DI GAUDI’. La tavola propone una specifica analisi dei flussi dei carichi che si ispira alle ricerche di Gaudì e un’analisi delle proporzioni e delle forme sull’esistente che non deve avere un approccio rinascimentale di sola ricerca di figure geometriche in pianta in facciata o in sezione. Non sempre ci sono proporzioni classiche, ci sono anche armonie che vengono dalla natura o dal mondo del pensiero. Ogni architettura comunica qualcosa, sia di significativo ma anche qualcosa che viene etichettata “di importanza inferiore”.
Tale approfondimento è la continuazione della mia tesi sul progetto di restauro della Chiesa di San Michele di Soliera (MO), che trovate sempre sul sito sezione ARCHITETTURA-CASA BST-TESI DI LAUREA.
Questo approfondimento seguente prenderà il nome di “Chiesa aurea” perché si individua il rapporto aureo in tutte le sue dimensioni.
A seguito di un’analisi del quadro conoscitivo più approfondito si propongono quattro nuovi interventi da aggiungere a quelli già individuati nel progetto iniziale.
2- La tavola di chiave di volta di Gaudì
La tavola rappresenta quindi l’analisi finale del quadro conoscitivo di un’opera d’architettura. Rappresenta la sua sintesi in un'unica tavola. Riassume tutti i livelli di analisi precedenti e li mettere in relazioni con due aspetti cardini dell’analisi delle opere di Gaudi, per questo la tavola si chiama “chiave di volta” di Gaudi. Il primo aspetto è il flusso dei carichi. Famoso, infatti, è il metodo della catenaria invertita utilizzata per la Sagrada Famiglia: un capolavoro di architettura e ingegneria organica. Il flusso dei carichi seguiva lo stesso andamento dell’opera architettonica stessa. Uno degli schemi principali utilizzati dall’architetto è l’arco parabolico. Da qui il nome “chiave di volta”. La volta è quella parabolica e la chiave è quello che “chiude” le due parti contrastanti dell’arco o volta. Nel caso della Chiesa di San Michele è stato studiato un particolare metodo per identificare al meglio le aree di influenza di copertura che gravitano sui pilastrini in muratura o su punti precisi o lineari del perimetro murario. Il metodo è abbastanza semplice: si individua prima i baricentri delle travi principali e secondari chiamati appunto “punti di forza primari, poi si individuano i baricentri dei correnti chiamati punti di forza secondari. Una volta delineati tutti questi punti è facile costruire le zone di influenza dei carichi unendo i punti relativi a precisi punti interni, perimetrali o linee perimetrali. Ad ogni area di influenza poi si associa con un simbolo la direzione del carico in questione. Questo metodo è utile per coperture complesse. Nel caso di copertura più semplici si può usare lo stesso metodo semplificato.
Con la tavola di volta di Gaudi è possibile avere la padronanza dell’edificio che si sta analizzando.
C’è un ultimo aspetto da tenere conto, quello che determina l’anima stessa dell’edificio che stiamo analizzando. Quali forme o figure vengono comunicate in questa opera? Non è solo una questione di figure geometriche e rapporti aurei come negli studi rinascimentali, ma è qualcosa di più profondo. Un’opera è in grado di raccontare una storia e l’architetto è in grado di leggerlo perché questa storia è scritta nel linguaggio architettonica. In questo frangente vi consigliamo di leggere la storia che racconta la fontana di Maria dei Medici nel giardino del palazzo di Lussemburgo di Parigi. Questo racconto è presente nel progetto delle “Carte d’oro”. Nel caso della Chiesa di San Michele sono presenti 12 rettangoli aurei e 4 quadrati in pianta, prospetto e sezione che delineano le varie fasi storiche del manufatto. Raccontano la storia di questa Chiesa che è nata come cappella longobarda ed è diventata ora anche se non ufficialmente un Santuario. La porta di accesso alla Chiesa ha cambiato continuamente interessando tutti i 4 prospetti a seconda a quale riferimento era legata la chiesa. Una storia che sembra una caccia al tesoro per riscoprire antichi e contemporanei tesori nascosti o non valorizzati.
Si delineano quattro idee progettuali di intervento nella Chiesa.
1- Nella zona del vecchio abside della chiesa benedettina si costruisce una moderna cappella esterna per le celebrazioni all’aperto. È presente una statua con il bambino Gesù e un altare.
2- Nella parte finale del presbiterio c’è una piccola parte che appartiene solo a Dio ed è inaccessibile a tutti. È l’antico sancta sanctorum che non è quindi solo il tabernacolo, ma un luogo fisico che è visibile ma inaccessibile, come la sua vittoria finale. Tutti noi la vediamo e ne siamo partecipi indiretti.
3- Giusta visibilità a Gabriele assieme a Michele, hanno guidato e scritto la storia della Chiesa. Sono presenti anche nel Duomo.
4- L’accesso alla canonica è stato spostato nel lato del cimitero. Si può formare quindi una barriera nell’alto della strada davanti alla canonica fatta di rose per riprendere il tema della Madonna delle Grazie che ha una rosa in mano e Santa Rita, tanto amata nella chiesa di San Michele e nella comunità Solierese.

























Questi sono gli elementi principali che formano la tavola che sarà pubblicata prossimamente.
Si delineano quattro idee progettuali di intervento nella Chiesa.
1- Nella zona del vecchio abside della chiesa benedettina si costruisce una moderna cappella esterna per le celebrazioni all’aperto. È presente una statua con il bambino Gesù e un altare.
2- Nella parte finale del presbiterio c’è una piccola parte che appartiene solo a Dio ed è inaccessibile a tutti. È l’antico sancta sanctorum che non è quindi solo il tabernacolo, ma un luogo fisico che è visibile ma inaccessibile, come la sua vittoria finale. Tutti noi la vediamo e ne siamo partecipi indiretti.
3- Giusta visibilità a Gabriele assieme a Michele, hanno guidato e scritto la storia della Chiesa. Sono presenti anche nel Duomo.
4- L’accesso alla canonica è stato spostato nel lato del cimitero. Si può formare quindi una barriera nell’alto della strada davanti alla canonica fatta di rose per riprendere il tema della Madonna delle Grazie che ha una rosa in mano e Santa Rita, tanto amata nella chiesa di San Michele e nella comunità Solierese.